Google Home sotto all’albero di Natale?!

Uscito con anticipo rispetto a Echo, lo speaker di Amazon, Google Home nelle sue due versioni (Basic e Mini) ha entusiasmato il pubblico. Vi raccontiamo a cosa serve e come funziona e capirete subito perché lo vorreste trovare sotto l’albero di Natale!

Le due versioni

Come appena accennato le versioni sono due: una base e la rispettiva, più economica, Home Mini. Le differenze, al di là del prezzo (per il primo 149 euro e per il Mini 59 euro), non riguardano le funzionalità che restano le stesse bensì la qualità delle prestazioni, prima fra tutte l’audio. I tre trasduttori della versione base, a diffusione omnidirezionale, sono un piccolo full range attivo da due pollici e una coppia di radiatori passivi in cassa chiusa: la griglia di protezione può essere rimossa e sostituita con una di colore diverso, ma al momento le griglie di altri colori non sono ancora disponibili sullo store italiano.

Il diffusore è molto prestante, non vibra ad alto volume e sulla parte superiore ha un pannello touch per le azioni più comuni, come ad esempio la regolazione del volume. Home è alimentato con una presa din standard mentre per Home Mini che richiede poca corrente è sufficiente una connessione micro-USB.

Assistente virtuale e funzionalità

Come si spiegava per Echo, anche Google Home ha bisogno di un assistente virtuale abbinato, e l’ha chiamato senza troppe complicanze Assistant, però quando si tratta di richiamare la sua attenzione la frase chiave è “Ok/Hey Google”, e lui si accende e ascolta le richieste degli utenti. Le funzioni sono molte e continuano ad essere aumentate. Si è partiti con la semplice voce che risponde alle esigenze basilari, si è passati all’implementazione della funzione domotica, passano per la gestione dei promemoria e la lista della spesa, ecc. Con “Buongiorno” lo speaker offre una panoramica della giornata, dalla lettura delle notizie al tempo che ci vuole per arrivare in ufficio o al primo appuntamento, funzione questa che richiede ovviamente una connessione ad altri servizi di Google come Maps e Calendar. Le funzioni migliori però sono legate all’associazione dello speaker con altri software. Come ad esempio Spotify e simili per ascoltare musica con semplici comandi vocali oppure Netflix (associato ad un televisore) per scegliere un film comodamente seduti sul divano senza alcun telecomando.

Difficoltà

Come tutti gli speaker anche Google Home ha un microfono sempre attivo e questo non è stato ben accettato dai fanatici della privacy, specialmente perché il prodotto è stato lanciato sul mercato proprio in concomitanza con l’entrata in vigore della nuova legge sulla privacy (GDPR) ad inizio anno. Ad ogni modo Google Home ha un interruttore che disabilita il microfono e tutte le cose che sente e registra possono essere cancellate dall’utente in ogni momento.

Anche l’arrivo di Echo e le offerte che sono state fatte in occasione del Black Friday che offrivano la versione base a soli 34 euro non hanno aiutato. Resta comunque un prodotto valido con grandissime potenzialità.

La versione Home mini è indicata sicuramente per ambienti casalinghi, una stanza di medie dimensioni e comunque per chi non ha grosse pretese per gli effetti audio ad alto volume. Il suo punto di forza è il prezzo; le prestazioni eccellenti invece spettano al suo genitore, Google Home base.

Buoni acquisti!

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