È arrivato il momento del lavoro ibrido?

In questi ultimi anni abbiamo cambiato il nostro modo di lavorare, sono entrati nel nostro quotidiano tipologie di lavoro prima sconosciute e poco utilizzate come lo smart working o il telelavoro.
Superato l’impatto iniziale con queste nuove concezioni del lavoro si sta facendo strada una nuova metodologia chiamata hybrid working. 💻 Il lavoro ibrido consente al lavoratore di poter gestire le proprie mansioni sia che da casa, in viaggio o da remoto alla stregua del lavoro in presenza fisica.

Cambiare metodo di lavoro impone anche una rivoluzione degli strumenti utilizzati, sia hardware che software, per garantire una mobilità e una fruibilità dei dati in qualsiasi posto di lavoro.

Per creare un ambiente di lavoro ibrido è necessario focalizzarsi su quattro punti fondamentali: collaborazione, connessione, sicurezza e flessibilità.

Collaborazione 🤝

I dispositivi in dotazione ai lavoratori devono essere dotati di tutti i mezzi necessari per una collaborazione attiva tra colleghi, clienti e fornitori anche se non fisicamente presenti; diventano così fondamentali tutti gli strumenti necessari per seguire riunioni da remoto e condividere i documenti e i flussi di lavoro. Oltre alle classiche webcam e microfoni sono necessari software per la condivisione in cloud di documenti e l’accesso di gestionali o crm accessibili tramite web o vpn.
Grazie ai nuovi dispositivi e ai mezzi di collaborazione migliorati, si raggiunge una media di 2 ore risparmiate al giorno per utente.

Connessione 🌐

Secondo un report Microsoft il 60% delle persone intervistate si sente meno connesso ai propri colleghi a causa del lavoro da remoto.
La sfida da affrontare con il lavoro ibrido è quella di garantire un ambiente di lavoro inclusivo per tutti i dipendenti, siano essi presenti fisicamente in azienda o lavorino da postazioni remote. In fase di progettazione dell’ambiente lavorativo non è da sottovalutare la possibilità di connessione dei dispositivi. È opportuno prediligere tutti gli apparati che nativamente supportino tecnologie per la connessione in mobilità come LTE o 5G.

Sicurezza 🛡️

Il lavoro ibrido, non essendo costantemente monitorato all’interno di un ambiente chiuso, pone delle sfide sulla sicurezza informatica.
Poichè i dispositivi usati fuori dall’ufficio possono essere obbiettivi più facili da violare per pirati informatici, è necessario integrare nei dispositivi sistemi di sicurezza all’altezza e gestibili da remoto quali software antivirus e di sicurezza informatica in cloud.
Non è da sottovalutare anche il mantenimento degli aggiornamenti software e firmware dei dispositivi utilizzati per limitare al minor tempo possibile eventuali esposizioni a falle di sistema.

Flessibilità 💪

Non esiste una soluzione che soddisfi tutti.
Partendo da questo presupposto bisogna considerare l’utilizzo di dispositivi che si adattino al modo di lavorare, utile l’utilizzo di monitor, tastiera e mouse esterni da utilizzare con docking station da collegare al portatile quando si arriva in ufficio. Altrettanto duttili sono i nuovi dispositivi reversibili, sempre più presenti nel mercato, che si possono utilizzare sia come computer che come tablet in base alle esigenze.

Non sappiamo se questo sarà il modo definitivo di concepire il lavoro, di sicuro gli ultimi anni ci hanno insegnato a mutare le nostre abitudini e fare di necessità virtù facendo nostri modi di lavoro prima sconosciuti. È comunque necessario creare un ambiente di lavoro che ci permetta di essere sempre competitivi e pronti a qualsiasi cambiamento che il futuro ci proporrà.

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Satispay: pagamenti smart per tutti

Il conto del ristorante, le piccole spese, la ricarica telefonica: che siano ricorrenti o straordinarie, sono tante le utenze con le quali ci troviamo a dover fare i conti ogni giorno. Se fino a ieri eravamo costretti a lunghe code in posta o ad andare dal tabacchino, oggi facciamo tutto da smartphone: la novità si chiama Satispay, e non è altro che un sistema di mobile payment racchiuso in una comoda applicazione nel nostro smartphone.

Questa startup 100% made in Italy, fa già parlare di sé da qualche anno e non fa che crescere e raccogliere sempre più consensi. Ad oggi, sono più di 800.000 gli italiani che hanno scelto di aderire al servizio.

Il funzionamento è molto semplice: basta impostare un budget settimanale, che verrà automaticamente reintegrato (o scalato, a seconda della disponibilità) ogni lunedì. Direttamente dall’app è possibile effettuare pagamenti negli oltre 90mila esercizi commerciali abilitati (anche il nostro), scambiare denaro con altri possessori di Satispay, pagare bollettini, il bollo dell’auto o effettuare ricariche telefoniche.

In alcuni negozi è possibile anche ricevere del cashback, ossia un rimborso di una percentuale della spesa, che viene riaccreditato direttamente sull’app.

Oltre che una comodità per i privati, Satispay è utile anche in versione Business, rivolta quindi ai punti vendita. È possibile ricevere pagamenti dai propri clienti e creare promozioni personalizzate, anche sul sito e-commerce.

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