Troppe chiamate dai call center? Iscriviti al Registro Pubblico delle Opposizioni!

Quante volte avremmo voluto un modo per interrompere tutte quelle fastidiose chiamate provenienti dai call center? Da oggi è possibile!
Il Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO), infatti, è uno strumento creato dal Ministero dello Sviluppo Economico per esprimere la propria opposizione ai contatti telefonici o postali per finalità di telemarketing. Dapprima aperto solo agli indirizzi postali e ai numeri fissi, è da poco stato aperto anche ai numeri cellulari. 📱

Ogni cittadino può iscriversi gratuitamente per annullare i consensi alla pubblicità e alla cessione a terzi dei propri dati personali.
Entro 15 giorni ⏳ dall’iscrizione, infatti, non si riceveranno più le tanto odiate chiamate dei call center: si potranno ricevere solo telefonate di telemarketing dagli operatori con il quale il cittadino ha un contratto attivo (per esempio i gestori delle proprie utenze).

Il Registro pubblico delle opposizioni esteso ai cellulari continua ad essere valido anche per la posta cartacea, limitato solamente agli indirizzi presenti negli elenchi telefonici pubblici.

Modalità di iscrizione

È possibile iscriversi al RPO tramite web, telefono o email:

Come iscriversi online?

L’iscrizione online è, tra tutti, il metodo più semplice e rapido per iscriversi al RPO.
Per iniziare, accede alla pagina di iscrizione e scegliere se procedere senza autenticazione o tramite SPID: i passaggi sono gli stessi.

Dopo aver scelto il metodo di accesso ed eventualmente effettuato l’autenticazione SPID, si procede con l’inserimento dei numeri di telefono (cellulari e/o fissi) da iscrivere al RPO e di un indirizzo email di contatto.
È possibile inserire più numeri di telefono tramite il tasto “Aggiungi numero”.

Sarà poi necessario spuntare entrambe le caselle sottostanti per accettare il trattamento dei dati personali e la dichiarazione di veridicità dei dati inseriti.
Dopo aver digitato il testo visualizzato nell’immagine come controllo di sicurezza, cliccare su “Prosegui”.

Nella pagina seguente si procede con la verifica dei numeri: da ognuno dei numeri inseriti in precedenza è necessario chiamare il 📞 06 4298 6415 fino a che la linea non cade automaticamente.

Dopo aver chiamato e aver atteso qualche secondo che la linea cada in automatico, si vedrà la dicitura “Verificato!” di fianco al numero confermato.
Dopo aver verificato tutti i numeri inseriti, è possibile cliccare su “Prosegui”.

Nella pagina seguente si dovrà scegliere quale opposizione al marketing sottoscrivere, per ogni numero telefonico inserito, spuntando le apposite caselle.

Dopo aver scelto l’opposizione desiderata, cliccare sul tasto “Conferma” per finalizzare l’iscrizione dei numeri inseriti.

Nella pagina seguente, verrà visualizzato un riepilogo della richiesta all’iscrizione al Registro Pubblico delle Opposizioni.

Ad ogni richiesta di iscrizione viene assegnato un codice da utilizzare nei 90 giorni successivi nel caso in cui si volesse gestire l’iscrizione senza verificare nuovamente il numero (sarà comunque possibile gestirla confermando il numero sul sito).

👉 Per qualsiasi richiesta, contattaci al 342 727 0799 (anche su WhatsApp) o scrivici a info@neide.it! 👈

È arrivato il momento del lavoro ibrido?

In questi ultimi anni abbiamo cambiato il nostro modo di lavorare, sono entrati nel nostro quotidiano tipologie di lavoro prima sconosciute e poco utilizzate come lo smart working o il telelavoro.
Superato l’impatto iniziale con queste nuove concezioni del lavoro si sta facendo strada una nuova metodologia chiamata hybrid working. 💻 Il lavoro ibrido consente al lavoratore di poter gestire le proprie mansioni sia che da casa, in viaggio o da remoto alla stregua del lavoro in presenza fisica.

Cambiare metodo di lavoro impone anche una rivoluzione degli strumenti utilizzati, sia hardware che software, per garantire una mobilità e una fruibilità dei dati in qualsiasi posto di lavoro.

Per creare un ambiente di lavoro ibrido è necessario focalizzarsi su quattro punti fondamentali: collaborazione, connessione, sicurezza e flessibilità.

Collaborazione 🤝

I dispositivi in dotazione ai lavoratori devono essere dotati di tutti i mezzi necessari per una collaborazione attiva tra colleghi, clienti e fornitori anche se non fisicamente presenti; diventano così fondamentali tutti gli strumenti necessari per seguire riunioni da remoto e condividere i documenti e i flussi di lavoro. Oltre alle classiche webcam e microfoni sono necessari software per la condivisione in cloud di documenti e l’accesso di gestionali o crm accessibili tramite web o vpn.
Grazie ai nuovi dispositivi e ai mezzi di collaborazione migliorati, si raggiunge una media di 2 ore risparmiate al giorno per utente.

Connessione 🌐

Secondo un report Microsoft il 60% delle persone intervistate si sente meno connesso ai propri colleghi a causa del lavoro da remoto.
La sfida da affrontare con il lavoro ibrido è quella di garantire un ambiente di lavoro inclusivo per tutti i dipendenti, siano essi presenti fisicamente in azienda o lavorino da postazioni remote. In fase di progettazione dell’ambiente lavorativo non è da sottovalutare la possibilità di connessione dei dispositivi. È opportuno prediligere tutti gli apparati che nativamente supportino tecnologie per la connessione in mobilità come LTE o 5G.

Sicurezza 🛡️

Il lavoro ibrido, non essendo costantemente monitorato all’interno di un ambiente chiuso, pone delle sfide sulla sicurezza informatica.
Poichè i dispositivi usati fuori dall’ufficio possono essere obbiettivi più facili da violare per pirati informatici, è necessario integrare nei dispositivi sistemi di sicurezza all’altezza e gestibili da remoto quali software antivirus e di sicurezza informatica in cloud.
Non è da sottovalutare anche il mantenimento degli aggiornamenti software e firmware dei dispositivi utilizzati per limitare al minor tempo possibile eventuali esposizioni a falle di sistema.

Flessibilità 💪

Non esiste una soluzione che soddisfi tutti.
Partendo da questo presupposto bisogna considerare l’utilizzo di dispositivi che si adattino al modo di lavorare, utile l’utilizzo di monitor, tastiera e mouse esterni da utilizzare con docking station da collegare al portatile quando si arriva in ufficio. Altrettanto duttili sono i nuovi dispositivi reversibili, sempre più presenti nel mercato, che si possono utilizzare sia come computer che come tablet in base alle esigenze.

Non sappiamo se questo sarà il modo definitivo di concepire il lavoro, di sicuro gli ultimi anni ci hanno insegnato a mutare le nostre abitudini e fare di necessità virtù facendo nostri modi di lavoro prima sconosciuti. È comunque necessario creare un ambiente di lavoro che ci permetta di essere sempre competitivi e pronti a qualsiasi cambiamento che il futuro ci proporrà.

👉 Il tuo ufficio è pronto al lavoro ibrido? Se vuoi saperne di più contattaci! 👈
Sapremo consigliarti la miglior soluzione per la tua realtà.

Google Analytics 4 sostituirà Universal Analytics

Google Analytics è un servizio fornito da Google che consente di analizzare delle statistiche sui visitatori di un sito web, principalmente per scopi di marketing e per migliorare la visibilità sui motori di ricerca.

📌 Dal 1 luglio 2023 Universal Analytics verrà sostituito da Google Analytics 4: le proprietà di Universal Analytics standard, pertanto, smetteranno di elaborare nuovi hit e nuove statistiche.
Fino a tale data l’utente può continuare ad utilizzare Analytics: durante questo arco di tempo, però, è fortemente consigliato procedere all’esportazione dei dati fino ad allora raccolti.

Le proprietà di Universal Analytics 360, invece, smetteranno di raccogliere dati il 1 ottobre 2023.

I problemi di privacy emersi 🛡

Da recenti controlli è emerso che Google Universal Analytics non è conforme alle norme europee per la privacy, a segnalarlo sono stati il Garante Privacy italiano, la CNIL francese, la DSB austriaca e il Datatilsynet danese.

In particolare, i problemi emersi riguardano i dati raccolti attraverso i cookies, che permettevano di visualizzare le singole pagine visitate dagli utenti e i servizi utilizzati.

Permetteva, inoltre, di raccogliere dati riguardo diverse informazioni sensibili quali:

  • L’indirizzo IP del dispositivo utilizzato
  • Il browser
  • Il Sistema Operativo del dispositivo
  • La risoluzione dello schermo, la data e l’ora della visita.

Com’è la nuova versione di Google Analytics 4?

Google Analytics 4 offre tutti gli strumenti necessari per supportare le esigenze di misurazione attuali e future.
Con la configurazione della proprietà Google Analytics 4, infatti, è possibile sfruttare la continuità di misurazione, gli approfondimenti automatizzati sul percorso del cliente e la facile attivazione per migliorare il ROI di marketing di Google Analytics 4.

Per quanto concerne gli standard sulla privacy, Google Analytics 4 ha fatto molti passi avanti per permetterne un utilizzo conforme alle norme Europee.
Con la nuova versione, infatti, sarà possibile limitare l’accesso ad alcune informazioni in base al paese in cui vengono elaborati i dati, oltre alla possibilità di non raccogliere gli indirizzi IP per garantire l’anonimato.

A cosa bisogna fare attenzione prima effettuare tali cambiamenti

Bisogna porre attenzione alla data di creazione della proprietà di Google Analytics: se è stata creata prima del 14 ottobre 2020 è probabile che la versione sia effettivamente quella di Universal Analytics.
Se la proprietà è stata creata dopo la data citata in precedenza è probabile invece che la versione sia quella di Google Analytics 4 e quindi non sarà necessario effettuare nessun cambio.

Come capire che tipo di proprietà si ha?

È necessario controllare l’ID della proprietà: se la proprietà è Universal Analytics, l’ID inizierà con “UA” e terminerà con un numero. Diversamente, se la proprietà è già Analytics 4, l’ID sarà composto di soli numeri.

👉 Se vuoi saperne di più o vuoi attivare una proprietà Google Analytics 4, scrivici qui! 👈

Cronologia degli Appunti: come ritrovare ciò che abbiamo copiato in precedenza

Una delle funzionalità più apprezzate dagli utenti che utilizzano il computer per creare testi è sicuramente il copia e incolla. 📋

Nato praticamente insieme ai primi sistemi operativi, ci ha da sempre accompagnato nella stesura di testi negli anni scolastici e non solo.
Man mano che le nostre competenze informatiche sono cresciute, abbiamo abbandonato l’utilizzo delle icone copia e incolla per le più veloci scorciatoie da tastiera “Ctrl+C” per il copia e “Ctrl+V” per l’incolla.

Resta però un grosso vuoto per chi necessita di copiare più testi in una volta sola e incollarli successivamente in posizioni diverse. Con i comandi tradizionali selezioniamo il testo da copiare, lo copiamo con “Ctrl+C”, ci spostiamo nella posizione dove il testo deve essere incollato e lo incolliamo con “Ctrl+V” e ripetiamo l’operazione passando da un documento all’altro fino alla fine del nostro lavoro di copia e incolla.

Se vi dicessimo che c’è una funzione di Windows che permette di copiare tutti i testi e successivamente incollarli a piacimento nell’ordine che preferiamo? 🤔

Ecco come procedere

👉 Per prima cosa bisogna attivare la funzione “Cronologia Appunti”: basterà andare nelle impostazioni di Windows, cliccare su “Sistema” nella barra a sinistra, poi su “Appunti” e spuntare la voce “Cronologia Appunti”.

👉 Una volta attivata la funzione potete copiare tutti gli elementi che vi servono in una sola volta.

👉 Quando sarà il momento di incollarli, al posto della combinazione tasti “Ctrl+V” utilizzate “WINDOWS + V” e vi verrà proposto l’elenco dei testi o immagini copiati.
Sicuramente un’utile novità che vi permetterà di velocizzare il lavoro!

Aggiornamento Windows 10 2004: tutte le novità

Inizialmente chiamato “Windows 10 20H1”, è finalmente stato rilasciato da casa Microsoft l’aggiornamento più atteso dell’anno.

Mentre gli aggiornamenti autunnali sono perlopiù feature update composti da piccole migliorie e poche nuove funzionalità, quelli primaverili sono generalmente molto più articolati e sostanziosi.
Ecco, quindi, le principali novità in arrivo con la nuova versione.

Migliore gestione degli aggiornamenti

A partire dalla versione 2004, sarà possibile scegliere se installare o meno gli aggiornamenti opzionali e quelli dei driver. Microsoft, infatti, ha deciso di lasciare la possibilità ai singoli produttori di hardware di decidere se gli aggiornamenti dei driver saranno da ritenersi obbligatori o opzionali (e quindi da installare manualmente).
Sarà possibile, inoltre, decidere di limitare la banda di rete da destinare a Windows Update inserendo un valore in Mbps.

Ripristino del PC con download da cloud

Una nuova e importante funzionalità che verrà introdotta sarà la reimpostazione del sistema operativo via cloud.
Basterà digitare Reimposta il PC nella barra di ricerca e scegliere Inizia: seguendo i vari passaggi, sarà poi possibile scegliere il Download da cloud, sarà così possibile scaricare l’ultima versione del sistema operativo direttamente dai server Microsoft.

Il nuovo ripristino con il download da cloud

Un nuovo sottosistema Windows per Linux

Tra le novità più importanti troviamo un nuovo sottosistema Windows per Linux (WSL 2) che utilizza un vero e proprio kernel Linux: avremo a disposizione, quindi, un sistema isolato mediante hypervisor Hyper-V.

Sempre meno password

La nuova versione di Windows 10 aggiunge una nuova opzione nella sezione Account delle impostazioni, che promuove la possibilità di accedere con un PIN o con Windows Hello usando lo sblocco mediante riconoscimento delle impronte digitali, rilevamento del volto o inserimento di una chiavetta preconfigurata.

Ripristino delle applicazioni della sessione precedente

È già presente (nella finestra Opzioni risparmio energia) la casella Avvio rapido che provvede a ripristinare le applicazioni e i programmi dopo uno spegnimento del sistema.
Mantenendo la stessa funzionalità, con il nuovo aggiornamento Microsoft intende rendere più facilmente accessibile l’opzione che permette di attivare o meno il ripristino automatico delle applicazioni: da ora sarà possibile accedervi semplicemente cercando Opzioni di accesso nella barra di ricerca.

Supporto per le telecamere IP ONVIF

Con il nuovo aggiornamento basterà digitare Impostazioni dei dispositivi Bluetooth e di altro tipo nella barra di ricerca per riconoscere e configurare qualunque telecamera IP dotata di supporto ONVIF Profile S che sia collegata alla rete locale.

La ricerca di Windows 10 ora rileva eccessivi utilizzi dei dischi

Microsoft ha introdotto un nuovo algoritmo che mira a rilevare l’utilizzo eccessivo del disco e a migliorare l’attività svolta dai servizi di indicizzazione.
L’obiettivo è risolvere o comunque migliorare alcuni problemi di performance dei dispositivi.

Al momento non è ancora disponibile l’aggiornamento automatico su tutti i dispositivi: gli sviluppatori di Microsoft stanno ancora controllando tutte le combinazioni hardware-software per assicurarsi che non si presentino problemi di incompatibilità.
Per controllare se il vostro dispositivo è compatibile con la nuova versione di Windows, basta andare in Start ➡️ Impostazioni ➡️ Aggiornamento e sicurezza.
Anche se la compatibilità del vostro computer non fosse verificata, è comunque possibile forzare l’aggiornamento alla versione 2004: basterà, infatti, scaricare l’Assistente all’aggiornamento di Windows 10 facendo clic su “Aggiorna”.

Speriamo che questa nuova versione di Windows vi piaccia e, nel caso doveste avere qualche problema, vi invitiamo a contattarci!

Con le stampanti EcoTank risparmi e ti rimborsano

Forse per merito della presa di coscienza degli ultimi tempi nei confronti dell’ambiente, o forse per pura semplicità, oggigiorno l’utilizzo assiduo della stampante che si faceva fino a qualche tempo fa, sta certamente un po’ scemando: tutto viene trasmesso digitalmente, dalle carte d’imbarco, alle prenotazioni degli hotel, fino alle ricette mediche.

La carta stampata, tuttavia, rimane una prerogativa per molti uffici ed enti pubblici, ma anche per tante piccole commissioni che ognuno di noi svolge.

Che la stampante sia inkjet o laser, però, ogni volta che ci si ritrova a cambiare toner o cartucce è quasi un colpo al cuore: spesso il costo dell’inchiostro rasenta quello della stampante, se non addirittura lo supera.

La nuova gamma “EcoTank” di stampanti lanciata da Epson, però, punta a risolvere quest’incombenza.
In questi dispositivi, infatti, non sarà più necessario sostituire ogni volta un supporto contenente l’inchiostro, bensì sarà sufficiente riempire i serbatoi fissi della stampante con dei comodi flaconi contenenti inchiostro liquido. Epson promette che l’operazione risulterà semplice, intuitiva e soprattutto pulita grazie alle boccette anti-goccia. Ogni flacone, inoltre, può riempire solo il serbatoio del colore corrispondente, senza il rischio di commettere errori.

I serbatoi ad altissima capacità sono posizionati frontalmente, in modo da essere facilmente raggiungibili, senza dover aprire mezza stampante come spesso ci si ritrova a fare nel caso delle cartucce o dei toner. Anche grazie a questo, è possibile controllare facilmente il livello dell’inchiostro.

Ma i vantaggi non finiscono qui. Si stima, infatti, un risparmio del 90% sul costo dell’inchiostro: basta €1 per stampare oltre 400 pagine in bianco e nero o 200 pagine a colori.

In tutti i prodotti della gamma la stampa da mobile è semplice e veloce. Basta inviare con facilità documenti e foto sfruttando la connettività Wi-Fi. C’è di più: se si ha una stampante al laser da rottamare, Epson offre un cashback fino a €150 per l’acquisto di una stampante della gamma EcoTank, fino al 15 dicembre 2019!
Scrivici a info@neide.it o chiamaci al 3427270799 per avere più informazioni!

Google, Bert e le scorciatoie: nuove esperienze online

Nell’era in cui l’AI (Artificial Intelligence) è all’ordine del giorno tra gli argomenti a tema informatico più chiacchierati, ecco che Google pensa di integrarla nell’omonimo motore di ricerca.

Così nasce Bert (Bidirectional Encoder Representations from Transformers), una tecnologia che consente a chiunque di personalizzare un proprio sistema di risposta alle domande più effettuate dagli utenti. Per riuscire nell’impresa, sfrutta un sistema per l’elaborazione del linguaggio naturale.

Secondo Pandu Nayak, vicepresidente Google, questa miglioria dovrebbe aiutare chiunque effettui una ricerca a trovare il più rapidamente possibile i risultati desiderati.

Bert funziona tramite un’intelligenza artificiale che imita il cervello umano nel suo funzionamento, per capire cosa l’utente sta cercando, indipendentemente da come lo sta scrivendo o dall’ordine delle parole.

Per “insegnare” a questo algoritmo come lavorare, i ricercatori Google hanno utilizzato un metodo piuttosto creativo (ma geniale): hanno selezionato migliaia di frasi complete, dalle quali hanno tolto casualmente il 15% delle parole di cui sono composte. Dopo di che, hanno fatto intervenire Bert chiedendogli di ricostruire le frasi aggiungendo i pezzi mancanti.
Allenandosi in questo modo, l’algoritmo ha imparato a riconoscere i contesti delle frasi, così da meglio comprendere le ricerche degli utenti nel web.

Secondo quanto stimato, Bert dovrebbe avere un impatto su circa il 10% dei risultati: si tratta di uno dei cambiamenti più grandi agli algoritmi dei motori di ricerca, e sicuramente influirà non poco sui risultati che ci verranno proposti.

Ma le notizie non finiscono qui.

Sempre da Mountain View, arrivano importanti novità per quanto riguarda le scorciatoie web: non sono altro che delle semplici “formule” da digitare nella barra di ricerca per accedere più facilmente e rapidamente a diversi servizi. Per esempio, è già un po’ che è attiva la scorciatoia “doc.new”: se si prova a digitarla, verrà creato un nuovo documento su Google Docs.

Da oggi gli utenti potranno accedere ad una vasta gamma di funzionalità semplicemente dalla barra dell’URL. Con “playlist.new” sarà possibile creare una nuova playlist su Spotify o digitando “sell.now” si accederà ad eBay.
Al momento, Google ha creato scorciatoie solo per pochi servizi (circa una decina), ma l’intenzione è quella di concedere i domini .new a più realtà.

Quando Big G aprirà al pubblico questa nuova funzionalità (il 2 dicembre 2019), ogni marchio e persino ogni utente potrà creare le proprie scorciatoie. L’obiettivo sarà poi quello di controllare come queste vengono utilizzate: Google vorrebbe, infatti, riuscire a spronare gli utenti a sfruttare il più possibile questa novità per generare azioni e flussi creativi online.

Nell’attesa che da Mountain View aprano la registrazione vera e proprie dei domini .new, è attualmente possibile creare la propria scorciatoia semplicemente digitando link.new e accedendo a Bitly.

Seguendo le orme di Big G, anche noi vi invitiamo a sfruttare e scoprire queste importanti novità: e se dovesse servirvi un aiuto non esitate a contattarci!

Windows 10 1909 in arrivo: ecco le novità

Annunciato nei mesi scorsi da Microsoft, sta per arrivare la versione 1909 di Windows 10: il gruppo di Redmond è tornato a parlarne circa una settimana fa, fornendo qualche dettaglio in più sulle pagine del blog ufficiale. Sembra essere poco più di un “Service Pack”, tant’è che verrà installato nei nostri dispositivi come un qualsiasi aggiornamento cumulativo.

È così che Microsoft ha declassato Windows 10 19H2 ad un aggiornamento molto più piccolo, che avrà molto in comune con l’attuale versione del sistema operativo e che punterà per lo più a migliorare la user experience.

Il fatto che i più lo ritengano un aggiornamento “minore”, però, non vuol dire che non apporti significative correzioni. Numerosi sono i miglioramenti apportati alle notifiche in Windows 10, per fare un esempio: sarà più semplice accedere alle impostazioni attraverso un nuovo link su Action Center (manage notifications). Sarà inoltre possibile modificare le impostazioni delle notifiche per app attraverso un nuovo tasto sulla notifica vera e propria. A cambiare sarà anche la pagina di visualizzazione delle stesse, con alcune novità grafiche che renderanno più semplice la scelta dello stile dei banner. Sarà poi possibile disattivare o attivare tutte le notifiche del sistema operativo.

Anche all’interfaccia utente è stato apportato un bel miglioramento, come nel menu Calendario del system tray, dov’è stata aggiunta la possibilità di creare eventi e appuntamenti senza dover aprire l’app Calendario. Sarà tutto personalizzabile, dal nome al luogo, data, orario ed etichetta.

Esplora risorse ora implementerà una barra di ricerca più avanzata (basata su Windows Search), integrando anche One Drive nei risultati.

Un’altra miglioria molto interessante riguarda la possibilità di attivare assistenti vocali di terze parti (purchè compatibili con il sistema operativo) come Alexa o Google Assistant, per esempio.

Fra gli upgrade meno visibili, ma ugualmente consistenti, troviamo anche l’allungamento della durata della batteria per alcuni dispositivi e un perfezionamento del servizio di assistenza.

È già disponibile in anteprima per i partecipanti di Windows Insider, ma ancora non si sa una data certa per il lancio al pubblico della nuova versione. Sicuramente Microsoft tenderà a tardare leggermente rispetto alla tabella di marcia: dovremo, infatti, attendere la seconda metà di novembre per ricevere la notifica di Windows Update.

WiFi 6: aria di novità

“WiFi 6” sarà questo il nome col quale chiameremo la prossima generazione wireless basata sulla tecnologia 802.11ax.
Con una “denominazione commercialmente riconoscibile” (così è stato spiegato dalla WiFi Alliance pochi giorni fa) saranno rinominati anche gli standard precedenti: la tecnologia 802.11n diventerà WiFi 4, mentre la 802.11ac diventerà WiFi 5, sarà quindi molto più semplice per gli utenti, i produttori, le aziende e tutti i fornitori di servizi identificare le capacità di una rete e verificarne la compatibilità con i propri dispositivi.

Questa tecnologia si lega strettamente alle reti di nuova generazione 5G per offrire internet ad altissima velocità.
WiFi6 ci darà la possibilità di avere connessioni migliori specie in ambienti affollati, come stadi, centri commerciali e luoghi pubblici. Garantirà una velocità di trasmissione dati maggiore rispetto agli standard precedenti, oltre che un incremento della capacità e una migliore efficienza energetica.
Grazie alla terminologia più intuitiva sarà più semplice e immediato identificare la tipologia di connessione WiFi disponibile, permettendo agli utenti di conoscere in tempo reale a quale WiFi sono collegati, vedendo direttamente sullo schermo del proprio dispositivo il nome della tecnologia.

Un’altra preziosa miglioria è rappresentata dalla possibilità di reggere in modo ottimale lo streaming in UltraHD e il supporto della tecnologia MU-MIMO (Multiple User, Multiple Input, Multiple Output) per trasferire più dati contemporaneamente da più dispositivi, senza ridurre la velocità.

Rispetto alla generazione attuale (WiFi 5), WiFi 6 prometterebbe prestazioni fino al 40% superiori, per una maggiore affidabilità e stabilità. La nuova tecnologia è studiata appositamente per adattarsi al mondo del futuro: domotica, internet delle cose, realtà virtuali, videosorveglianza, smart cities e auto connesse.

A livello tecnico, il WiFi 6 si appoggerà a due bande già esistenti: la 2,4 e la 5 GHz, in combinazione con la 1 e 7 GHz dove disponibile. Potrà essere utilizzato globalmente e in qualsiasi ambiente, dalla casa all’ufficio, dal centro commerciale agli spazi pubblici. Dovremo attendere questo autunno per vedere arrivare sul mercato i primi dispositivi compatibili con questa nuova tecnologia, necessaria sia per decongestionare le reti e le connessioni, sia per uno sguardo al futuro: come sottolineato da Irving Tan, vicepresidente senior e capo delle operazioni di Cisco, si stima che nel 2022 la quantità di traffico generato in un solo anno sarà equivalente a quella totale degli ultimi 32 anni.

Non esitare a contattarci se vuoi maggiori informazioni sui dispositivi compatibili o se vuoi aggiornarti alla nuova tecnologia, non appena sarà disponibile!

Paura del traffico? Ci pensa Google

Ondata di novità per gli utilizzatori di Google Maps,  il sistema di navigazione di Big G verrà presto aggiornato con delle funzioni utili per tutti gli utenti che si affidano ai sistemi di navigazione del colosso di Mountain View.

Google non ha di certo bisogno di rifarsi il trucco per attirare nuovi clienti, stiamo parlando dell’app per la navigazione più utilizzata, ma l’arrivo di Waze e le sue funzionalità ha fatto premere sull’acceleratore gli sviluppatori per portare a breve sui nostri dispositivi mobile grosse novità.

Paura di arrivare in ritardo?

Non sai quando partire per arrivare in orario? Nessun problema, Google di dice quando partire per evitare di fare tardi al tuo appuntamento. Questa funzione è già disponibile sui sistemi di navigazione, nel menù delle impostazioni del percorso potete già settare sia l’orario di partenza che l’orario di arrivo desiderato; nel primo caso Google vi indicherà il tempo di arrivo in base al traffico stimato dall’ora di partenza, nel secondo caso calcolerà l’orario ideale di partenza per evitare ritardi ottimizzando il percorso.

Multe in arrivo? No Grazie

Tutti gli utenti Google sanno che una grande mancanza, che altri competitor non hanno, è l’assenza della segnalazione degli autovelox. Questa funzione ci aiuta a localizzare sia gli stalli fissi che mobili. Il sistema di navigazione ci segnalerà, in tempo reale, gli autovelox ai lati delle strade ed eventualmente anche posti di blocco.

Sicurezza prima di tutto!

Ultima novità del sistema di navigazione è l’inserimento dei limiti di velocità presenti sulla strada che stiamo percorrendo. Con lo scopo di aiutarci ad avere una guida più sicura il sistema di navigazione monitorerà la nostra velocità di crociera e ci segnalerà eventuali eccessi nella guida aumentando così la nostra sicurezza e scongiurando le contravvenzioni.

Queste novità, ad oggi, non sono ancora tutte disponibili per il mercato italiano. È possibile utilizzare solo la funzione di programmazione della partenza e dell’arrivo, per le altre dovremo attendere ancora un po’ ma negli Stati Uniti, dove sono già attive, il successo è enorme. Non ci resta che aspettare.

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