Assistenti vocali: l’era dell’intelligenza artificiale

“Ehi Google, che tempo fa oggi?”, “Siri che programmi ho per la giornata?”, “Alexa suona i Queen”. Chi sono i nostri interlocutori?

Nell’era dell’intelligenza artificiale, non potevano di certo mancare degli assistenti vocali a cui rivolgersi per facilitare l’organizzazione quotidiana.
Questi nostri “amici digitali” non sono altro che un piccolo assaggio di quello che ci spetterà in futuro: un giorno sarà possibile interagire direttamente con entità virtuali che non si fermeranno più al raccontarci una barzelletta o a informarci del meteo, ma ci forniranno dei veri e propri servizi avanzati attraverso una conversazione tanto naturale da poter essere quasi umana.

Già oggi vediamo come l’intelligenza artificiale e il machine learning, rendano sempre più precisi gli assistenti vocali, permettendogli di imparare e di evolversi ad ogni conversazione. Per quanto la loro crescita possa essere molto rapida, però, queste nuove tecnologie richiederanno ancora qualche anno per diventare una vera e propria realtà alla portata di chiunque.

Alla base degli assistenti vocali, ovviamente, c’è la tecnologia di riconoscimento vocale che trova le sue origini nel 1952 con Audrey, un dispositivo per il riconoscimento di singole cifre parlate. Negli anni ’80 iniziarono a sorgere le prime società che si occupavano di riconoscimento vocale, ma fu solo negli anni 2000 che questa tecnologia venne implementata nei dispositivi ad uso quotidiano: ricordiamo Windows XP o i primi cellulari con la dettatura vocale degli SMS.

La prima azienda a rivoluzionare l’assistente vocale con il machine learning fu Apple quando nel 2011 lanciò Siri, ancora oggi suo cavallo di battaglia in questo campo. Di lì a poco, nacquero molte altre iniziative simili: Google lanciò l’Assistente Google, Amazon lanciò Alexa, Microsoft diede alla luce Cortana e Samsung presentò Bixby.

Oggi, perlopiù, conosciamo gli assistenti vocali perché integrati nei nostri smartphone, ma le loro applicazioni sono tutt’altro che limitate.
Molti marchi di auto, per esempio, hanno già implementato degli assistenti vocali per poter gestire diversi aspetti della configurazione dell’auto.
Anche nei call-center gli assistenti vocali stanno rapidamente prendendo piede, con l’ausilio di indirizzare le chiamate di assistenza verso i vari reparti di un’azienda.

Le applicazioni pratiche sono pressoché infinite e di varia natura, e ci si aspetta un’importante rivoluzione nei prossimi anni.

Amazon Echo: lo smart speaker arriva anche in Italia

Echo e Alexa sono due nomi che di recente avrete sicuramente sentito. Se non sapete ancora chi o cosa siano leggete qui! Il primo è l’hardware locale e il secondo il suo software cloud, ideati e distribuiti da Amazon, dal 30 ottobre anche in Italia. Queste nuove tecnologie permettono di ascoltare musica, richiedere informazioni di ogni genere e utilizzare il sistema di Casa Intelligente. Alla fine di questo articolo ne vorrete sicuramente uno, questo è certo!

Il primo passo da fare è scegliere quale dispositivo preferite. Ci sono infatti diversi modelli di Echo che il Big del commercio elettronico ha messo sul mercato: un modello base, affiancato dal più potente Echo Plus, dal piccolo Echo Dot ed infine da Echo Spot, l’unico dotato di uno schermo.

Quando il dispositivo sarà installato a casa vostra potrete risvegliare l’assistente digitale vocale con una parola magica, «Alexa», il nome appunto del software. In questo momento si attivano i potenti microfoni che sono capaci di comprendere il parlato anche quando si è lontani, in ambienti rumorosi o mentre lo stesso speaker sta riproducendo musica. Echo si mette in ascolto e invia al cloud la frase che ha acquisito attraverso le tecniche di NLU (Natural Language Understanding – comprensione naturale del linguaggio).

Le funzioni di Echo in combinazione con Alexa sono moltissime.

Può per esempio essere usato come motore di ricerca con comandi vocali. Alexa sa rispondere a qualsiasi richiesta di informazione, dal meteo, a info bibliografiche, a ricette… è utile anche per restare sempre informati sulle ultime notizie; si possono infatti scegliere le testate preferite per ascoltare le notizie, come Repubblica, IlSole24Ore e TGCOM24, oppure conoscere i risultati sportivi della squadra del cuore. Basta dire “Alexa, quali sono le novità?” o “Alexa, qual è il risultato della partita della Juventus?”. E poi prima di andare a letto o quando si butta la pasta le funzioni di timer e sveglia sono utili e velocissime. Basterà dire “Alexa, svegliami alle 6 di domani mattina”, “Alexa, quanto tempo è rimasto sul mio timer?” oppure “Alexa, imposta un allarme ripetuto per martedì alle 9:00”. Un’altra praticità che offre Echo tramite Alexa è quella di creare liste della spesa e cose da fare: “Alexa, aggiungi funghi alla mia lista della spesa” o “Alexa, aggiungi ‘tira fuori la spazzatura’ nella mia Lista delle cose da fare”. Last but not least, la funzione legata alla domotica: una recente tecnologia che permette di gestire luci, riscaldamento e altre funzionalità delle abitazioni tramite i comandi vocali; con Alexa è per esempio possibile alzare il termostato prima di alzarsi dal letto o abbassare le luci dal divano quando si desidera guardare un film, il tutto usando solo la propria voce.

La privacy: Anche Echo tiene conto della questione privacy, tanto discussa in questo periodo. Attraverso l’applicazione Alexa su iOS e Android l’utente ha la completa cronologia di quello che viene chiesto al software e può cancellare intere conversazioni o singole frasi.

Per saperne di più e vedere una simulazione di Echo in azione cliccate qui e poi premete sotto la foto di Echo su “Scopri cosa può fare Alexa”. Buon divertimento!

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